Convegno: “Intelligenza emotiva e motivazione come starter nello sport”

COMUNICATO STAMPA

“Intelligenza emotiva e motivazione come starter nello sport” è il tema del convegno organizzato dallo studio EBC Pedagogia, della dottoressa Elisabetta Biggio, e tenuto all’Hotel Link 124 a Parma l’11 novembre scorso. L’obiettivo del convegno è stato quello di far comprendere l’importanza della motivazione e dell’intelligenza emotiva nell’ambito delle discipline sportive, e attraverso le emozioni che i vari relatori hanno trasmesso al numeroso pubblico, oltre 130 persone,  si è potuta percepire l’importanza dei temi trattati.  A partire dal moderatore, Gian Francesco Tiramani che ha saputo cogliere l’essenza dei vari interventi ponendo inizialmente l’accento su quello che può sembrare un ossimoro contenuto nel titolo del convegno – il razionale dell’intelligenza che si unisce all’irrazionale delle emozioni  –  fino ad arrivare ai contributi degli ultimi relatori, non è mai calata l’attenzione tra gli iscritti al convegno, in gran parte studenti della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Parma e in minoranza giornalisti. L’evento, sponsorizzato dal Lions Club International, (Distretti Lions 108 IA2 e 108 TB), è stato aperto dal Governatore del Distretto Lions 108 TB, Piero Nasuelli, il quale ha illustrato le varie iniziative e la mission dell’associazione, dove spesso si parla delle vere qualità di un “leader” che si trovano anche nella capacità di saper motivare, per poter cambiare e ascoltare i bisogni degli altri. Il primo dei relatori, il maestro dello sport Carlo Devoti ha iniziato la sua relazione proiettando un video girato tra alcuni bambini albanesi che si divertono a giocare scivolando su delle mattonelle rotte per le strade di Bulqize. Ha puntato il dito poi sul mondo dell’istruzione, sulla scelta dei ragazzi per il proprio futuro dettata sempre di più sui bisogni economici e non sui desideri, sul modo di educare allo sport cercando di crescere pochi e selezionati campioni a svantaggio del divertimento dei tanti. “Ai bambini va lasciato il tempo del gioco, anche nell’educazione allo sport”. I due dirigenti dell’Academy Basket Fidenza, Cristina Spiranelli e Sibelius Zanardi, hanno spiegato come vogliono dare qualcosa in più ai ragazzi, cercando di farli emozionare. L’obiettivo è quello di tenerli uniti e allo stesso tempo di farli crescere organizzando spesso delle trasferte per tornei all’estero, dei camp estivi, dei momenti in cui i ragazzi vivono al di fuori della famiglia le prime esperienze di confronto con gli altri e si misurano con il loro livello di autonomia e con il bisogno di condividere. Anche per questo importante valore, la condivisione, hanno organizzato dei momenti di recupero scolastico in cui gli atleti della prima squadra, modelli molto importanti per i più piccoli, hanno aiutato questi ultimi nei compiti e nello studio pomeridiano. Il loro motto è “We are family”. L’arbitro nazionale Gianluca Bariola ha illustrato il punto di vista di chi, a volte, può sembrare “dall’altra parte”. Ma anche per un arbitro sono molto importanti le emozioni, anche solo per averle sotto controllo. Citando Gandhi “una passione bruciante abbinata ad un assoluto distacco è la chiave di ogni successo” afferma l’importanza dell’aspetto relazionale con i giocatori, conoscerli aiuta a gestire anche le loro emozioni. Il pediatra Francesco Pastore ha analizzato il movimento a partire dai primi mesi del bambino e a come sono importanti le prime osservazioni sui movimenti dei neonati per capire anche le loro caratteristiche intellettive. Il messaggio che lancia è comunque quello di fare giocare i bambini, attraverso lo sport. Rossella Gregori, docente e pedagogista collabora con la squadra di calcio Virtus Entella. Ha proiettato un video realizzato con i più piccoli calciatori della società che dimostra due aspetti fondamentali per l’educazione allo sport: il divertimento e l’emulazione. Attraverso l’osservazione dei propri campioni si possono motivare i piccini che si avvicinano allo sport, cercando comunque sempre di farli divertire. Nel 2012 ha ideato il progetto Tutor Lab rivolto ai giovani calciatori, provienti da tutta Italia e da diversi paesi europei della società Virtus Entella, che vivono a convitto. L’obiettivo formare l’atleta sia da un punto di vista tecnico tattico, sia da un punto di vista emotivo, affettivo, relazionale e cognitivo. Il ruolo del giornalista sportivo è stato presentato da Annarita Cacciamani, che ha voluto omaggiare il grande Gianni Brera attraverso la proiezione di un video che ne ha ricordato la bravura.  Ha poi incentrato la relazione sull’influenza che i media possono avere sulla motivazione, dal momento che tanto ne hanno anche nei confronti dell’immagine degli atleti: nel giro di poco tempo la stampa può rendere un atleta l’idolo delle folle e poi distruggerlo al primo errore. Così un bell’articolo di giornale può essere un motivo di grande soddisfazione e uno stimolo per andare avanti e fare sempre meglio. Il dottor Francesco Bosco, docente alla Facoltà di Scienze Motorie di Parma ha parlato della riatletizzazione mentale nell’atleta infortunato. Anche in questa situazione l’aspetto motivazionale è da tenere in grande considerazione perché può condizionare il proseguo della carriera dell’atleta. Prima dell’intervento conclusivo della dottoressa Biggio ha preso la parola Federica Lisi, moglie del pallavolista Igor Bovolenta, scomparso improvvisamente durante una partita nel 2012. La carica di emozioni che ha saputo trasmettere la moglie dell’atleta, pallavolista pure lei nella serie più alta del campionato italiano, è stata davvero notevole. “La vita può cambiare improvvisamente e allora va ricostruita, colorata con nuove sfumature perché la forza e la motivazione non devono sbiadirsi ma devono risplendere per fare centro. Prima regola : non si molla mai”. Molti tra il pubblico hanno gli occhi pieni di lacrime, anche quando scorrono le immagini di Federica, di Vigor e dei cinque figli che hanno avuto. Il moderatore Tiramani è commosso e cercando di sdrammatizzare il momento più intenso della mattinata, afferma che se  mai dovesse avere bisogno di una psicologa chiederebbe di essere curato da Federica Lisa, davvero molto brava a caricare emotivamente. Ha chiuso il convegno la sua ideatrice e organizzatrice, la pedagogista Elisabetta Biggio che ha parlato dell’importanza dell’immaginazione e della creatività nel gioco di squadra. Gli atleti devono divertirsi sentendosi “liberi di pensare” grazie all’immaginazione e alla creatività, che permettono di scavalcare i limiti di una logica troppo stretta, associando elementi reali ad altri meno reali, spostando gli atleti e le azioni di gioco in altri luoghi e in altri spazi che sciolgono la mente.

L’organizzatrice ha manifestato la sua soddisfazione per un incontro ben riuscito, dove il supporto tecnico delle relazioni ha avuto un valore aggiunto dato dalla carica emozionale che hanno saputo trasmettere i relatori. Si augura di poter ripetere questa iniziativa in altre località italiane andando ad individuare relatori di volta in volta legati alla formazione dei giovani nel campo dello sport e della pedagogia senza trascurare le figure che hanno relazionato in questa giornata, trasversali a diverse discipline perché le emozioni trasmesse non hanno confini.

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